Saluti da Palanzo

Arezzo, 19 luglio 2022

 

 

  

Carə xxx*,

spero che queste mie parole ti trovino bene.

Provano a raggiungere quelle che ho portato a Palanzo il 25 di giugno.

 

“Buongiorno, benvenutə!”

Attendevo in piedi davanti alla soglia di quella passata aula di scuola che, poco dopo, avrebbe accolto esempi di comunità virtuose.

Sul tavolo, accanto a me, c’erano delle buste,

trenta per l’esattezza, le mie parole le avevo messe lì dento. È anche grazie a te se ci sono riuscita.

Così, eccomi a scriverti per provare a raccontarti.

 

“Valentina e Viviana mi hanno invitata oggi

per immaginare un’azione da condividere con voi. Quell’azione inizia qui, adesso e ci accompagnerà

per tutta la giornata.

Ti chiedo di scegliere una di queste buste.”

“Sono tutte uguali?”

“Non lo so. Al suo interno però, troverai delle indicazioni, tu, per favore, seguile.”

* a Irene, Walter, Gianni e Sara

lettera 25 giugno.jpg

“Quando siete prontə andiamo!”

Ci ha guidatə Viviana, ché Palanzo è casa sua.

Dopo quella giornata tanto densa, di energie

ne avevamo davvero poche, per fortuna, è stato

meno faticoso e caldo del previsto contare le tappe della Via Crucis tutta in salita e raggiungere

la Chiesa della Madonna del Soldo.

“Se adesso prendete le cartoline e provate a comporle, vi accorgerete che tutte assieme formano

un’altra immagine.”

“Saluti da Palanzo”, con un font che volutamente balza

a “Saluti da Rimini” negli anni ’80, è una cartolina di circa un metro per 60 centimetri [1], un panorama

che nasce dall’unione di trenta cartoline,

tutte in bianco e nero.

Il coperchio del puzzle, tutto a colori, lo avevano

proprio davanti.

“Giratele adesso e moltiplichiamo i panorami:

la polenta col gorgonzola, le coincidenze dell’acqua,

tutti i presenti della giornata, vorrei tu fossi qui,

siete gli amori della mia vita, orecchi ariosi per sé

e per gli altri…”

Molte parole di quei panorami la mia memoria

le ha lasciate lassù, altre so che sono arrivate

al destinatario, di altre ancora ho perso le tracce.

 

Si può guardare il pezzo di un puzzle per tre giorni di seguito credendo di sapere tutto della sua configurazione e del suo colore, senza aver fatto il minimo passo avanti: conta solo la possibilità di collegare quel pezzo ad altri pezzi.

Georges Perec, La vita, istruzioni per l'uso

 

Una piccola copia di quella vista è qui per te.

Con l’augurio di continuare a moltiplicare insieme panorami, ti auguro una felice estate,

 

Cristina

[1] Ci sono mancate le due cartoline che formano la scritta “lanzo”. Qualcuno ci ha detto di aver preferito il panorama

del letto.

 

***

 

 

Saluti da Palanzo è un piccolo esperimento dedicato ai/lle partecipanti alla giornata di ricerche Why Upland Communities Need Anthropologists? Montagna e processi partecipativi, tenutasi il 25 giugno 2022 a Palanzo (CO).

Organizzata da CASA (Centro Antropologia Salute Ambiente), AAN (Easa Applied Anthropology Network), Università Franco Italiana, Fondation Maison des Sciences de l’homme, GREEN, Università della Valle D’Aosta, Aix Marseille Université, L. U. de. S.

Qui i racconti della mattinata:

https://www.youtube.com/watch?v=Sk14CswpPGA&ab_channel=CASACentroAntropologiaSaluteAmbienteAPS

 

Per le fotografie, grazie ad Anna Graduato