Vita di Caterina da Siena. Legenda maior 

E’ la prima biografia di Caterina da Siena scritta poco più di un decennio dopo la sua morte da Raimondo da Capua, suo confessore.

 

Caterina Benincasa era la 24esima di 25 fratelli. Nacque a Siena da un parto gemellare il 25 marzo del 1347. A soli sei anni, mentre con il fratello si recava a far visita a una delle tante sorelle, ebbe la prima visione: le apparve Gesù. A 7 anni poi, fece voto di castità. Era una bimba silenziosa e dedita alla preghiera.  Ogni contatto col mondo, diceva, era fonte di distrazione. Iniziò persino a rifiutare il cibo, in particolare la carne, che dava di nascosto al fratello Stefano o al gatto. Oltre al digiuno e alla sete, Caterina mortificava il proprio corpo in molti modi. Indossava il cilicio, che sostituì ben presto con una catena di ferro, talmente stretta sui fianchi da penetrarle nella carne. Per pregare, quasi non dormiva: dedicava al sonno solo mezz’ora ogni due giorni. I genitori erano disperati nel vederla tormentarsi tanto e in più occasioni tentarono di convincerla a riprendere i contatti con la realtà. Provarono persino a toglierle tempo: licenziarono la domestica e la sostituirono con la stessa Caterina. Non valse a nulla poiché la giovane “costruì una cella nella propria mente" e vi si rinchiuse per pregare.

Più di tutto, Caterina desiderava entrare nell’ordine delle Suore della Penitenza, dette anche le Mantellate per l’abito bianco e per il mantello nero. Caterina fu accolta, malgrado la giovane età e fu allora che fece voto di povertà e che si impose il silenzio assoluto. Il suo confessore racconta che per tre anni parlò solo con lui. Viveva ritirata in una piccola cella e usciva solo per andare in chiesa. Da allora il Signore le fece spesso visita e un giorno le si mostrò assieme a Maria e alcuni Santi. Le mise un anello e la prese in sposa. La visone scomparve ma l’anello rimase, visibile solamente a lei. Fu in un’altra occasione che si scambiarono i cuori.

 

Dopo tanti anni di vita ritirata, Gesù alfine la invitò a uscire per prendersi cura degli altri e Caterina, superata l’iniziale paura, obbedì.

 

Raimondo dice che in questo periodo, tra i tanti miracoli, imparò anche a leggere e scrivere e che negli ultimi 10 anni della sua vita scrisse numerosissime lettere, soprattutto a personalità importanti.

 

Morì a Roma nel 1380, aveva solo 33 anni.